“Ciò che è in basso è come ciò che è in alto
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso
per fare i miracoli della cosa una.”
Ermete Trismegisto
L’oramai più che nota citazione di Trismegisto (Tavole Smeraldine) ci ricorda che non vi è alcuna differenza fra ciò che vi è sopra e sotto di noi, così come non vi è distinzione fra ciò che vi è dentro e fuori.
Il nostro corpo è portatore di un campo di frequenza, misurabile, visibile, parametrizzabile attraverso svariati strumenti “scientifico- tecnologici”. I campi di frequenza emessi dal nostro corpo sono strettamente correlati alle nostre emozioni e ai nostri pensieri. Tutto ciò che ci accade internamente ed esternamente, sviluppa un campo di energia, una relativa frequenza e un loop di correlazioni generative o sabotanti e, poiché la natura tende all’entropia è inevitabile la trasformazione, sia essa evolutiva o verso un processo di decadimento. La natura umana tende all’evoluzione e all’integrazione. Da sempre il movimento fisico, emotivo, collettivo e sociale ha liberato una forza di accorpamento nell’ottica di unione. L’unione è foriera di protezione, generatività, evoluzione, affiliazione, appagamento. Questo accede fra individui, fra gruppi, e all’interno dei gruppi stessi, nonché per ciascuno di noi, nella propria singolarità.
Il fine ultimo dell’evoluzione di ciascuno di noi è dunque l’Unione: quella sociale, relazionale, affiliata, ma più di ogni altra cosa, quella interiore. Ci incarniamo per farci parte integrata di un sistema di variabili mutevoli e apparentemente incompatibili. Ciò che esploriamo dalla nostra percezione, vita, visione, esistenza tende ad esasperarsi e a sovrastare altre parti noi. A tal scopo, oltre alle più svariate casistiche di lavoro di crescita e sviluppo personale, il riequilibrio dei corpi sottili e di integrazione dell’ombra ha lo scopo di generare e integrare le forze che ci abitano.
Tutto ciò che dall’istante del nostro concepimento è stato tacciato di inadeguatezza, non accoglienza, giudizio, censura o rimozione va ad abitare, nutrire, incendiare il nostro inconscio: questa parte rappresenta, per ognuno di noi, un nutrito rifornimento di energia ma anche un significativo quantitativo di energia da contenere poiché consapevolmente inaccessibile. Quanto più agiremo sul contenimento o sull’auto-contenimento, tanto più disperderemo energia, quanto più invece osserveremo con occhi nuovi ciò che accade tanto più usciremo dai meccanismi di azione-reazione liberi di reinterpretare costantemente ogni esperienza, talvolta anche in tempo reale.
L’approccio di riequilibrio dei corpi sottili viene a ricordarci che non vi è scissione fra visibile e invisibile e che in ciascuno co-abitano esperienze somatiche e percezioni sottili che possono essere abbracciate davvero solo nella propria totalità.
Sessioni individuali.

